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19 maggio 2019

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Pizzoccherata "Agra maggio 2018"

Pizzoccherata "Agra maggio 2019"

 




Nuova pubblicazione
"Anpi Luino"

"Guido Petter"


a cura di Franca Tessari


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Buongiorno a tutti,
ringrazio le autorità civili, religiose e militari, il Signor Sindaco, la Sezione dell'Anpi di Luino, con il suo Presidente Emilio Rossi che mi ha invitato e tutte le sezioni Anpi qui presenti.
Ringrazio l'Anpi provinciale, l'Anpi tutta che sta ingrossando le proprie file, vigile, presente, coscienza critica del paese.
Sono contenta di essere qui tra voi, occasione sicuramente significativa , sono qui tra voi non solo perché rappresento l’Anpi provinciale Varese,ma sono qui come antifascista e facente parte di una grande famiglia partigiana che è l’Anpi e come figlia di partigiano combattente e deportato politico a Mauthausen. A tale proposito vorrei sottolineare che la Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono democratiche e Antifasciste e partendo da questo presupposto, se qui con noi ci fossero i nostri antenati latini esclamerebbero a voce alta:mala tempora currunt e se per pochissimo e per miracolo tornassero in vita i nostri martiri della Gera, esclamerebbero tristemente e ad alta voce: siamo morti invano!
Stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, periodo in cui è quasi impossibile la mediazione, periodo in cui si verificano gli attacchi alla memoria della Resistenza, momento in cui la politica urla, la politica fa proclami eclatanti e nella politica figurano come grandi assenti l'educazione e il rispetto. L'educazione è un accrescimento di conoscenza che aggiunta a tutto ciò che si è costruito nel cammino della vita è un'opportunità per i piccoli, per i giovani e per gli adulti.
L'educazione e il Rispetto della persona devono tornare la base del vivere civile ed essere parti importanti in tutti i momenti della vita, sia sociale sia civile sia politica.
Come ogni anno siamo qui a commemorare questi giovani martiri che hanno sacrificato la loro vita nel suo momento migliore, nel momento in cui ognuno di loro aspirava alle cose fondamentali per il proprio futuro aspirava a cose fondamentali ma semplici: un lavoro, una casa, una famiglia e non dobbiamo mai dimenticare che uccidendo loro i fascisti hanno sparato anche al cuore dei loro famigliari.
E' difficile pensare che in questo stupendo scenario tra lago e verdi colline settantaquattro anni fa siano state commesse efferate carneficine, sedici giovani vite sono state stroncate e osservando a distanza il sacrario sembra immerso in un'oasi di pace, guardando invece all'interno della cappella, s'intravedono i volti dei partigiani uccisi, che sembra vogliano renderci partecipi del loro dolore e del dolore dei loro cari e condividerne così anche a distanza di tempo, il dramma e la disperazione.
Ricordo lo scorso anno quando, con una delegazione di Anpi Luino e il suo Presidente, siamo andati a trovare Rosetta Garibaldi che abitava proprio alla cascina della Gera, quando sono state stroncate le giovani vite e lei quella grande donna, con lucidità li ha ricordati così: erano giovani, avevano fame e volevano un lavoro.
Questa frase pronunciata da una antifascista novantenne serve a contestualizzare quel momento passato, anche i nostri giovani desiderano un lavoro, una casa e una famiglia ma hanno un vantaggio rispetto ai giovani martiri, vantaggio concesso loro anche dai partigiani della Gera: hanno la libertà e la libertà è un importante tassello sul quale costruire il proprio futuro.
Futuro purtroppo sempre più difficile da costruire, giovani anche laureati condannati a bussare a porte che non si apriranno, giovani costretti a lasciare l'Italia non per scelta ma per mancanza di occasioni di lavoro e anche quando maturata un'esperienza all'estero vorrebbero riportarla in Italia, non gli viene concesso di farlo e questo impoverisce tutta la società.
Torniamo ai nostri giovanissimi martiri che aderirono alla Resistenza, inconsapevoli di compiere un atto politico, vi aderirono soprattutto come rivolta morale. Rivolta morale ai soprusi quotidiani subiti dalla dittatura fascista, dittatura che mandò intere generazioni di giovani al macello nelle guerre sempre più frequenti intorno a noi, dittatura che chiedeva alle donne di fare figli, fare figli per alimentare la macchina di guerra, in Russia, in Albania, in Africa.
Quella rivolta morale, costò ai partigiani Resistenti, la vita e lo scempio dei loro corpi.
I fascisti non soddisfatti di averli uccisi, hanno voluto che si facesse scempio dei loro corpi, alcuni caduti a terra ricoperti di sangue e ormai privi di vita, ricevevano ancora raffiche di mitra tanto che ad uno di loro venne asportato un occhio e i fascisti incuranti della preghiera del sacerdote di smettere, intonavano canzoni.
Questi erano i fascisti, fiancheggiatori dei nazisti tedeschi, assassini dei loro stessi fratelli.
Noi dell'Anpi non dimentichiamo e a chi inneggia ancora oggi al fascismo, a chi ha trafugato a Varese la targa dedicata a Perlasca, ricordiamo che il fascismo e la sua dittatura hanno portato alla nostra Italia: sangue, morte, fame e disperazione, non ripetiamo gli errori di quel tempo, dovete trarre insegnamento dalla storia!
Alle Istituzioni e alla Politica chiediamo con forza di cambiare, recuperare etica, credibilità e di accollarsi la responsabilità di scelte a favore della pace, della giustizia, della libertà, dell'accoglienza, dell’eguaglianza, in Italia, in Europa e nel mondo.
Solo affermando questi valori, potremo dire che i nostri giovani martiri, non sono morti invano.
E parafrasando Arthur Schopenhauer, loro esisteranno sempre, nel mare della coscienza dell'umanità, laddove la coscienza individuale è un'onda, e dopo la morte sono diventati un'onda nuova, diversa, sempre presente nelle nostre coscienze e nella nostra memoria.
Grazie ragazzi della Gera!!
Ester De Tommasi


"Alpini di luino a Trento 91

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perchè lì è nata la nostra Costituzione.

Piero Calamandrei

 

 

La Resistenza e il XXV aprile 2019 Conferenza presso Aula Magna ISIS Luino “C. Volontè”


 

Intervista a Renzo Galli


Ricordo a Somaini

UN ALTRO EROE DEL SAN MARTINO SE N'E' ANDATO PER SEMPRE

Cari compagni del comitato provinciale,
Ci ha lasciato Giuseppe Pietro Somaini, giovanissimo partigiano del San Martino: nato il 17-2-1929, era lassù il 12-11-1943.
A lui un grande abbraccio.
Eccolo nella foto allegata, con i suoi compagni partigiani del San Martino proprio davanti al Sacrario. Pietro è il terzo da destra con gli occhiali. Domani 2 novembre alle 10 e 30 il funerale nella chiesa parrocchiale di Capolago in via del Gaggio 2.
Un caro saluto
Ester Maria De Tomasi

Ricordo a Danilo Filius

Danilo Filius e il vicesindaco Luisa Marusca Baretto il 3 ottobre 2015 durante la presentazione a Porto Valtravaglia del libro 'Voci della seconda guerra mondiale

Il giovane Danilo Filius

Cari amici

vi devo purtroppo annunciare con grande dolore la notizia della morte del più anziano partigiano della zona, DANILO FILIUS di Porto Valtravaglia, che ha raggiunto comuque la veneranda età di 97 anni.
E' stato un valoroso combattente sulle alture intorno al Mottarone, a fianco dei fratelli Caravelli, col nome di battaglia di Bob. Il 24 aprile 1945, Bob fu uno dei primi ad entrare in Milano, seduto sull'autoblindo di Cino Moscatelli, commissario politico del raggruppamento delle divisioni garibaldine della Valsesia-Ossola-Cusio-Verbano.
La sua storia è pubblicata sul libro edito dall'ANPI di LUINO "VOCI DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE".
I suoi funerali si terranno, domani, Lunedì, 30 aprile, alle ore 14,45 presso la chiesa parrocchiale di Domo Valtravaglia.
Invito tutti a parteciparvi per rendere omaggio alla memoria di questo grande partigiano, che abbiamo incontrato fortunatamente l'estate scorsa, insieme con il sindaco di Porto Valtravaglia e la Presidente Provinciale Ester De Tomasi.